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Non serve il notaio per redigere una dichiarazione di successione.

Con la "successione ereditaria" si indica il processo legale che permette agli eredi di subentrare in tutti i rapporti giuridici esistenti in capo al "de cuius".

La dichiarazione di successione deve essere presentata dagli eredi, sia che lo siano per legge che per testamento, anche se non hanno ancora accettato l'eredità, purché non vi abbiano espressamente rinunziato, altri soggetti sono i legatari, i loro rappresentanti legali, chi possiede i beni, in caso di assenza o in caso di dichiarazione di morte presunta, gli amministratori dell'eredità, i curatori delle eredità giacenti e/o gli esecutori testamentari.

È importante sapere che se più persone sono obbligate alla presentazione della dichiarazione è sufficiente che la stessa sia presentata da una sola di esse. L'obbligo di presentare la dichiarazione di successione sussiste solo nel caso in cui nell'eredità vi siano beni immobili che si trovano sul territorio italiano o diritti reali immobiliari sugli stessi. La presentazione deve avvenire entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, corrispondente, in genere, alla data di morte del contribuente. L'ufficio competente a ricevere la dichiarazione è l'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era l'ultima residenza (domicilio fiscale) del defunto.

Nonostante l'imposta sulle successioni sia stata soppressa da quasi 15 anni esistono ancora obblighi fiscali ed amministrativi tra cui l'obbligo di presentare la dichiarazione di successione quando nel patrimonio del defunto sono presenti beni immobili siti nel territorio dello Stato o diritti immobiliari sugli stessi. Anche per quanto concerne i beni mobili caduti in successione (denaro, gioielli, mobilia, opere d'arte, ecc.), a partire dal 2001 non è più dovuta l'imposta sulle successioni. Per tali beni gli eredi sono altresì esonerati dalla presentazione della dichiarazione di successione.

È sempre dovuto il pagamento delle imposte ipotecaria e catastale sui beni immobili e sui diritti reali immobiliari compresi nell'attivo ereditario e l'importo da versare a titolo di imposta ipotecaria è pari al 2% del valore degli immobili: l'imposta catastale è invece pari all'1% di detto valore. Per ciascun tributo è previsto un importo minimo di versamento che ammonta a 168 euro.

Le suddette imposte vanno commisurate al valore lordo degli immobili e dei diritti reali immobiliari caduti in successione, senza tener conto di eventuali passività gravanti sugli immobili stessi.

Oltre al pagamento dell'imposta sulle successioni gli eredi sono tenuti ad indicare nella propria dichiarazione dei redditi (Modello730 e/o Modello UNICO) gli eventuali redditi fondiari relativi agli immobili caduti in successione.

La dichiarazione di successione viene trascritta presso gli uffici dell'Agenzia del Territorio (ex Conservatorie dei registri immobiliari) su richiesta dell'ufficio dell'Agenzia delle Entrate che ha ricevuto la dichiarazione; non è possibile per l'erede richiedere direttamente la trascrizione.

La dichiarazione che può essere compilata in modo autonomo anche grazie al fatto che si trovano diversi consigli e indicazioni in Internet. Poiché è necessario dedicare molto tempo a questo atto ed essendo per lo più di natura fiscale è possibile appoggiarsi ad un commercialista. Il notaio che sarebbe comunque competente risulta quasi sempre molto costoso.

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